Plurilinguismo dantesco

Plurilinguismo dantesco

Dante usa la lingua a 360 gradi.

A seconda di quello che deve dire sceglie le parole, i suoni, la struttura sintattica adeguata a comunicare il messaggio nel modo piu’ efficace.

 

Primo esempio:

La parola usata per indicare un anziano nelle tre Cantiche.

  • Caronte e’un VECCHIO ⇨ vecchio orribile e spaventoso si merita il termine popolare, volgare, fonicamente duro (Inf. III),
  • Catone un VEGLIO- il nobile custode del Purgatorio si merita un provenzalismo (“velh”) legato alla lingua illustre della prima poesia in volgare comparsa in Europa nel Medioevo (Pg I),
  • San Bernardo un SENE ⇨ il santo, mistico e teologo benedettino, che accompagna Dante nella visione di Dio si merita il latino, la lingua sacra per eccellenza (Pd. XXX)

 

Secondo esempio:

Faremo tre canti di livello stilistico e lessicale completamente diverso, legati ciascuno a dimensioni diverse e antitetiche:

 

Situazione bassa e scurrile (“comica”): immagini realistiche, linguaggio basso , suoni duri.

 

Situazione sfumata, di dolce recupero della quotidianità: immagini legati alla natura e alla bellezza, lessico soave, suoni dolci.

 

Situazione alta e solenne (“tragica”):  immagini preziose e ardite,  lessico complesso con provenzalismi e latinismi, giochi di suoni con grande varietà ed espansione.