Pasolini è uno dei più grandi scrittori e intellettuali italiani della seconda metà del Novecento.
È stato poeta, scrittore di romanzi, regista, intellettuale “scomodo” e provocatore. Per lui un intellettuale è una persona che sa leggere la realtà che ha di fronte, mettendo assieme i fatti e dando loro una interpretazione.
Svolse la maggior parte della sua attività a Roma, che negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta era circondata da delle “borgate”, cioè delle speci di bidonvilles di edilizia abusiva in cui vivevano gli emigrati poveri provenienti dalle altre regioni italiane, soprattutto dal Sud. Nelle borgate i giovani vivevano in condizioni di estrema povertà e degrado, ma Pasolini si innamorò di questa gente in cui vedeva, al di là della miseria materiale, una “disperata vitalità”, una specie di primordiale gioia di vivere che li rendeva vivi e intensi.
Nei film di Pasolini quasi tutti gli attori sono non professionisti, borgatari presi dalla strada che recitano se stessi.
Il primo film è “Accattone”, di cui vi ho mostrato una scena (il protagonista è un giovane borgataro, Franco Citti).
Nel 1971 Pasolini dirige “Il Decameron”, all’interno di una trilogia di film che esaltano la vita (e il sesso): “Il Decameron” , “I racconti di Canterbury” , “Il Fiore delle Mille e una notte” . Tutti e tre furono vietati ai minori di 18 anni e fecero scandalo.
“Il Decameron” di Pasolini è un’interpretazione dell’opera nello stesso tempo fedele e potentemente originale. Pasolini sceglie alcune novelle particolarmente famose ed altre piuttosto scabrose.
L’ambientazione viene spostata a Napoli ed i personaggi parlano in dialetto, perché Pasolini trovava in Napoli e nel napoletano una fresca vitalità ed una energia, che lui vede presenti nell’intero Decameron.
Abbiamo visto gli episodi di Ser Ciappelletto (Franco Citti) ed Andreuccio da Perugia (Ninetto Davoli) .
Gli attori sono tutti non professionisti. Pasolini recita (parte di un pittore, allievo di Giotto, che va a Napoli a affrescare una chiesa).
Pasolini mantiene il disegno originale delle novelle ma cambia alcuni particolari :
-Ser Ciappelletto va in Germania anziché in Borgogna
– Andreuccio è di Roma anziché di Perugia
Pasolini era appassionato di arte. Nel Decameron ci sono molte citazioni pittoriche (la “visione” di Ciappelletto riproduce dei quadri di Brugel il Vecchio, nel pasto di Andreuccio dalla bella Siciliana c’è una natura morta).