Ci sono due parti:
1. Preghiera alla Vergine (vv. 1-45)
2. Visione di Dio (vv. 46-145)
È necessaria una piccola introduzione.
Premessa: “Credea veder Beatrice e vidi un sene” (Pd. XXXI v. 59) . Mentre Dante contempla la “candida rosa”, cioè l’insieme delle anime che contemplano Dio, Beatrice silenziosamente ritorna nel suo posto fra di loro e appare san Bernardo, monaco benedettino e grande mistico: sarà lui la guida di Dante nell’ultima parte del viaggio, cioè nella visione di Dio.
1. Preghiera alla Vergine (vv. 1-45)
San Bernardo rivolge una preghiera alla Vergine Maria, che siede nel punto più alto della candida rosa ed ha ai suoi piedi i grandi personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento (Mosè e san Pietro). Chiede a Maria di esercitare un’opera di mediazione, in modo che Dio conceda a Dante di contemplarlo.
– la religiosità cristiana medioevale vede Maria come LA mediatrice fra Dio e gli uomini. Ella è un grande archetipo della madre, accogliente, compassionevole, che accetta e ama la persona e la protegge. Era già stata all’origine della catena di donne gentili e pietose (lei, Lucia, Beatrice) che corrono in soccorso di Dante in Inf. II.
– Nella religiosità cristiana medioevale Maria, oltre che una madre molto umana, è una regina e così viene rappresentata dai pittori. Dante qui le attribuisce caratteristiche di liberalità e cortesia, come alle dame dell’amor cortese.
– Per Dante in Maria tutte le antitesi si incontrano e si riconciliano: è madre e vergine, figlia e madre della stessa persona , la più umile e la più importante delle donne, etc.
– La preghiera è un capolavoro. Dante esprime i vari concetti attraverso una lingua perfettamente aderente ai contenuti, elevata e creativa. Le parole sono prese dal linguaggio della filosofia e da quello dell’amor cortese, dalla lingua dei mistici, dal latino, dal provenzale. Ci sono immagini cortesi, figure retoriche eleganti, citazioni bibliche. I suoi sono ora dolci ora robusti.
2. Visione di Dio (vv. 46-145)
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