Percorse le sfere dei sette pianeti, Beatrice e Dante volano su per una scala d’oro, seguendo le anime degli spiriti contemplativi incontrate nell’ultimo cielo, quello di Saturno. Giungono nel cielo delle stelle fisse, esattamente nella costellazione dei Gemelli, il segno di Dante (segno al quale egli attribuisce tutto l’influsso positivo di intelligenza che ha, sia esso tanto o poco) . Qui Beatrice invita Dante a guardare sotto di sé tutto lo spazio celeste che hanno percorso.
Ricordiamo che Dante ha amato appassionatamente la terra e ha dedicato la sua vita a cercare di migliorarla un po’, attraverso la politica, le scelte intellettuali, le posizioni che prendeva apertamente. Ha anche pagato con “pena d’esilio e di povertate” (come dice nel Convivio) le sue scelte politiche, e non se ne è mai pentito.
Ora, però, egli guarda l’intero universo sotto di lui: i sette pianeti che ruotano nelle loro sfere di etere, grandi, veloci, distantissimi l’uno dall’altro, e, in fondo, piccola piccola, la terra, l'”aiuola” che ci rende tanto feroci gli uni verso gli altri.
È così piccola e lontana che Dante “sorride del suo vil sembiante” .
Poi Dante torna a guardare negli occhi di Beatrice.
Da questo canto in poi non guarderà più la terra.