(Il corso della nostra classe ha riguardato Purgatorio e Paradiso. Non avevo scritto nulla per l’introduzione generale al Purgatorio, che si trova su qualsiasi manuale, ma ho pensato di scrivere una traccia nel caso qualcuno stia leggendo le introduzioni per farsi un’idea generale della Commedia)
Il Purgatorio è un’ascesa.
Dante e Virgilio escono dall’inferno passando nell’altro emisfero e si trovano su un’isoletta circondata dall’oceano. Rimangono per qualche tempo sulla spiaggia cercando la via per la montagna altissima con sette “balze” che è al centro dell’isola e poi iniziano a salire. Dante entra nel Purgatorio vero e proprio solo nel canto IX. I primi otto canti sono dedicati all'”Antipurgatorio”, cioè la spiaggetta e le prime pendici della montagna. Iniziata l’ascesa, Dante e Virgilio incontrano in ogni balza delle “anime purganti”. Alla fine di ogni balza devono attraversare un punto di passaggio, sorvegliato da un angelo.A un certo momento incontrano un’anima che ha finito il percorso di espiazione e che si accompagna a loro fino alla cima: è il poeta latino Stazio, che ebbe in Virgilio il suo punto di riferimento sia culturale che morale e si è salvato grazie a lui. L’ultimo punto di passaggio fra una balza e l’altra è il mare di fuoco in cui sono immersi i lussuriosi. Dante vi si butta quando Virgilio gli rivela che al di là troverà Beatrice. In cima alla montagna c’è infatti una bellissima foresta che era un tempo il Paradiso terrestre. Virgilio si congeda da Dante dicendogli che ormai egli non ha più bisogno di essere guidato da un maestro perché la sua capacità di decidere è ormai “libera, dritta, sana” e deve essere seguita. Dante decide allora di entrare nella foresta; qui incontra Beatrice e in contemporanea, con sua grande disperazione, Virgilio scompare. Beatrice fa in modo che Dante attraversi un fiume in mezzo alla foresta e beva l’acqua di una fonte: subito egli si sente “puro e disposto a risalir le stelle” assieme all’amata.
Da notare:
- I canti I-VIII, quelli dell’Antipurgatoria”, sono particolarmente belli, perché sono quelli in cui Dante recupera gradualmente tutto ciò che aveva perduto nell’Inferno: la dolcezza dei colori, dei paesaggi, dei suoni e della musica; la visione del cielo con i cambiamenti di alba, mattino, tramonto, sera, notte; gli affetti umani, l’incontro con le anime del Purgatorio, più vicine a lui perché umane come lui, ne’ sante ne’ perdute per sempre nell’Inferno.
- La disperazione e l’orrore dell’Inferno vengono spazzati via da un’atmosfera nuova, fatta di suoni dolci, cieli limpidi, acque luminose. Anziché cacofonia dolcezza dei suoni (compare anche un recupero della musica, contrapposta alla cacofonia infernale). Anziché buio, “aria nera”, “aria più che persa” (cioè rosso scuro) il recupero di colori delicati e sfumati. Anziché il soffocante nero atemporale dell’Inferno il recupero delle stagioni, dei momenti del giorno, delle albe e dei tramonti.
- Grande serenità e gioia nei suoni (prevalenza di E ed I, di C e G dolci, consonanti “che tremano” cioè le LIQUIDE – l, r – e le NASALI – m, n).
- Recupero della normalità e della dimensione umana : con le anime del Purgatorio Dante può sentirsi più alla pari, pellegrino e anima in via di perfezionamento come loro. Incontra numerosi amici, fra i quali Casella, Belaqua, Forese Donati.
- La questione della misericordia di Dio, della sua tenerezza e pietà nei confronti degli uomini. Si dice chiaramente attraverso dei “casi” che il rapporto fra Dio e l’uomo è personale e individuale e non ha bisogno di norme e regole per essere valido. Anche se Dante pensa che la Chiesa sia fondamentale, egli ritiene che comunque l’ultima parola non sia della gerarchia, della struttura con le sue leggi e le sue regole, ma di Dio che si relaziona col singolo essere umano ed è disposto a prenderlo così come è, purché egli gli chieda aiuto, anche all’ultimo momento e in circostanze irregolari. Nell’Antipurgatorio ci sono vari gruppi di anime che si salveranno e che aspettano per qualche tempo (a volte molto) prima di sentirsi pronti ad iniziare il percorso di ascesa della montagna e di purificazione. Si tratta sempre di persone irregolari, che secondo i canoni dovrebbero essere all’inferno e che invece Dio ha salvato per una parola o un pensiero di pentimento che hanno avuto all’ultimo momento.
- La “divina foresta spessa e viva”: a partire dal canto XXVIII Dante entra nella foresta in cima alla montagna del Purgatorio, che è il Paradiso terrestre. È l’antitesi della selva oscura. In essa vi è l’apoteosi di tutta la bellezza, armonia, dolcezza di suoni e colore del Purgatorio. Nei canti del Paradiso terrestre compare Beatrice.
- Dimensione liturgica: nel Purgatorio il percorso di Dante e delle anime è scandito da una serie di azioni rituali in genere legate a una liturgia di purificazione : Virgilio pulisce il volto di Dante con la rugiada mattutina e lo cinge con un giunco, l’angelo guardiano del Purgatorio traccia sette P sulla fronte di Dante e gli angeli delle balze le cancellano una per ogni balza con l’ala; Dante passa nel fuoco e poi nell’acqua del fiume Leté; beve l’acqua dalla sorgente dell’Eunoé; le anime che giungono al Purgatorio cantano un salmo e così fanno vari gruppi di anime; la processione che accompagna Beatrice nella foresta del Paradiso terrestre riassume tutta la storia sacra ed i libri della Bibbia.
- La mia scelta dei canti: I, II, III, V, XXVII (ultimi versi), XXVIII, XXIX, XXX.